Rinunciare al profumo inebriante del burro, al sapore del latte, alla struttura che le uova conferiscono agli impasti a volte è una necessità, altre volte una scelta.

Personalmente non ho nulla contro il burro buono (quello di centrifuga, anche detto “di panna”), il latte (quello di mucche felici), le uova (quelle di galline razzolanti all’aperto) e la sfacciata goduriosità della maggior parte delle torte cioccolatose. Ma  la vera questione è, per me, cosa il dolce che li contiene (a volte insieme e in abbondanza) mi lascia, come mi sento *dopo*.

Era da tanto che cercavo la ricetta di una torta al cacao leggera, ma tutte quelle provate finora, per un motivo o per l’altro, non mi avevano entusiasmato.

Questa torta è diversa. Non ha burro, né latte e né uova, ma è soffice, incredibilmente compatta, delicata e leggera (in bocca e nella pancia). Rimane buona anche nei giorni successivi (qualità rara per una torta vegana).

Qui è in versione completa, con un’ottima ganache al cioccolato e fiori eduli, mandorle e fave di cacao a decorare. Ma anche da sola, come torta semplice per la colazione o la merenda, ha un grandissimo perché.

Se la provi e vuoi dirmi cosa ne pensi, puoi lasciarmi un commento. Mi farai felice!

***

Grado di difficoltà:

solo la torta   

con la ganache  

Tempo di realizzazione:

  • Preparazione: 10 minuti
  • Cottura: 50-65 minuti

Ingredienti (per una tortiera da 18-20 cm):

Per la torta

  • 120 g di farina (io ho usato 60 g di farina di grano antico Gentilrosso di tipo 1 e 60 g  grano antico Gentilrosso di tipo 2, entrambe Amore Terra)
  • 60 g di mandorle ridotte a farina
  • 30 g di cacao crudo
  • 70 g di sciroppo d’acero
  • da 30 a 50 g di zucchero di cocco* (se non lo hai puoi sostituirlo con zucchero integrale di canna, tipo Dulcita o Muscovado)
  • 30 g di olio evo dal gusto leggero
  • 25 g di olio extra vergine di cocco allo stato liquido (se è solido, fallo sciogliere a bagnomaria; se non lo hai puoi sostituirlo con una pari quantità di olio evo dal gusto leggero)
  • 100 g di acqua
  • 100 g di latte d’aveva (o altro latte vegetale, oppure altra acqua)
  • 1/2 bustina di polvere lievitante biologica
  • 1-2 cucchiaini di aceto di mele
  • 1 punta di cucchiaino di polvere di vaniglia
  • 1 pizzico di sale integrale

Per la ganache

  • 250 g di cioccolato fondente (70-75%) finemente tritato
  • 320 ml di latte di mandorla non zuccherato (eventualmente di più se serve per regolare la consistenza)
  • 1 Cucchiaio scarso di sciroppo d’acero
  • 1 pizzico di sale integrale
  • 1 punta di cucchiaino di polvere di vaniglia
  • 2 cucchiaini di olio di extravergine di cocco (se non lo hai puoi utilizzare olio evo dal gusto delicato)

Per la decorazione

  • Fiori eduli essiccati
  • 80 g ca. di mandorle o altra frutta secca a piacere, meglio se senza pellicina, tritati grossolanamente al coltello
  • 1 grossa manciata di granella di fave di cacao

Procedimento:

Per la torta

Accendi il forno in modalità ventilata a 130° C.

Ungi con l’olio di cocco e cospargi di cacao il fondo e i bordi, oppure disponi un foglio di carta forno compostabile (ti sconsiglio di usare l’olio evo per questa operazione, che rilascerebbe un pochino di sapore al dolce).

Unisci mandorle e zucchero di cocco e frullali con un frullatore (per evitare si scaldino troppo, usa la funzione ad impulsi; se non la hai fermati ogni tanto).

Setaccia le farine, il lievito, il cacao, la polvere di vaniglia e il pizzico di sale. Unisci mandorle e zucchero e metti da parte.

In un’altra ciotola mescola, con la frusta, tutti gli ingredienti liquidi, finché non saranno amalgamati.

Ora unisci gli ingredienti solidi a quelli liquidi e mescola con la frusta finché l’impasto non sarà liscio.

Versalo nello stampo, ruotalo per livellarlo e battilo leggermente sul piano per eliminare eventuali bolle d’aria.

Inforna nel ripiano centrale lasciando cuocere a 140 °C ventilato per 25 minuti, 160 ° C per 20 minuti, 180° C per 5-10 minuti o finché la torta non supererà la prova stecchino, la superficie sarà soda e i lati avranno incominciato a staccarsi dallo stampo (nel mio forno occorrono sempre altri 10 minuti statico, solo sotto, perché il dolce si asciughi perfettamente, ma so essere un difetto del mio forno).

Disponi lo stampo su una griglia in metallo e lascia raffreddare completamente. Per sfornare fai scorrere una spatola oppure un coltello lungo i lati dello stampo per staccarli. Capovolgi su un altro piatto, togli lo stampo, rimuovi delicatamente l’eventuale carta forno e capovolgi di nuovo sulla griglia o su un altro piatto, con la parte superiore verso l’alto.

Se desideri procedere alla glassatura della torta con la ganache, dopo averla capovolta su un piatto, avvolgila con la pellicola trasparente (compostabile) e mettila in frigo.

Per la preparazione della ganache**

Sciogli il cioccolato a bagnomaria in un pentolino piuttosto grande (per evitare rischi fai in modo che l’acqua del recipiente più basso non tocchi il pentolino del cioccolato e mantieni il fuoco sottostante piuttosto basso).

Nel frattempo scalda il latte, lo sciroppo d’acero e il sale su un fuoco di media intensità; portalo a bollore girando con una frusta.

Togli entrambi dal fuoco. Ora versa il latte caldo sul cioccolato tutto in una volta e ruota il pentolino del cioccolato in modo che quest’ultimo sia tutto ricoperto dal latte. Gira e fai amalgamare. Copri il pentolino con un piatto e lascia raffreddare 4 minuti.

Aggiungi vaniglia e olio di cocco (o evo) e mescola dal centro verso l’esterno solo finché il composto non sarà lucido e liscio.

Ora occorre che verifichi la consistenza della ganache (mentre fai quest’operazione tieni la ciotola che la contiene a temperatura ambiente). Immergi un cucchiaino nella ganache, ponilo su un piattino, mettilo in frigo e aspetta 10-15 minuti. Trascorso questo tempo la ganache sul cucchiaino dovrebbe essere liscia e soda, ma ancora cremosa. Se invece non lo fosse e fosse, invece, dura, aggiungi un cucchiaio di latte vegetale a temperatura ambiente e ripeti il test. È improbabile, ma se non fosse ancora pronta aggiungi ancora 1 cucchiaio di latte vegetale.

Per la glassatura

Metti la torta su una gratella disposta su una teglia eventualmente ricoperta di carta forno.

In un contenitore graduato versa 240 ml di ganache. Poi versala sul centro della torta, verso i bordi e giù dai lati, inclinando la gratella oppure usando una spatola, con cui la spalmerai lungo i lati.

Lascia riposare per 15 minuti e poi metti la torta in frigo per 10 minuti.

Ripeti l’operazione con la glassa rimanente. Questa volta, però, non muovere la glassa con la spatola, rovineresti la finitura, a meno che tu non voglia decorarla ancora come ho fatto io. Se non lo desideri, fai spargere la glassa muovendo la gratella, sposta la torta su un piatto oppure su un vassoio, aiutandoti con una pala per torte e ponila in frigo affinché la glassa si solidifichi.

Per la decorazione

Se, invece, desideri decorare la torta come ho fatto io, fallo prima che la ganache si solidifichi.

Per prima cosa trita le mandorle grossolanamente al coltello.

Procedi con la decorazione, disponendo a piacere i fiori, le fave di cacao e la granella di mandorle sulla superficie. Per decorare i bordi, poni la granella di mandorle su una spatola e, ruotando il polso della mano che tiene la spatola in senso antiorario, spingi la granella verso i bordi e lascia che le mandorle si attacchino alla torta.

Ruota la torta in modo da riuscire a ricoprire tutti i bordi, man mano recuperando la granella che dovesse cadere.

Poni in frigo per far solidificare.

La torta andrebbe tagliata fredda per avere fette più regolari, ma sarebbe meglio servirla a temperatura ambiente.

Buon appetito!

Precisazioni:

*A me è piaciuta di più la versione con 30 g di zucchero, a mio marito più la versione con 50. Decidi tu la dose per te ideale, tenendo conto del grado di dolcezza che solitamente ti chiede il tuo palato.

**Puoi portarti avanti e preparare la glassa fino a 3-4 giorni prima di utilizzarla, conservandola in un contenitore a chiusura ermetica in frigorifero. Quando è fredda si indurisce e prima dell’uso andrà riscaldata a bagnomaria. Se necessario, regola la consistenza a seconda delle necessità, aggiungendo latte tiepido un po’ alla volta.